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  • Immagine del redattoreAlice Rondelli

Nuovo mondo editoriale

L'impalcatura è sull'orlo del cedimento. Gli editori veterani stanno per sprofondare nel mare di banalità e noiosissimi déjà-vu che hanno alimentato per decenni. Il potere di sovvertire le regole del gioco spetta ai lettori più audaci. A rimanere a galla saranno solamente le case editrici che avranno il coraggio di osare.
ph. "Drama", 2024 (Alice Rondelli)

Il panorama letterario degli ultimi anni, inutile negarlo, è un deserto sconfinato di brutte autobiografie di influencer e affini, romanzi vincitori di premi vari che trattano i soliti argomenti triti e ritriti con delicatezza esasperante, e guide di cucina, viaggi e autoconsapevolezza. Gli editori fanno a gara per accaparrarsi tra le loro fila nomi già noti al grande pubblico, così da assicurarsi la vendita di qualche migliaio di copie, il resto: al macero.

Tuttavia, è giusto dire che abbandonando una volta per tutte l’idea che solo una casa editrice rinomata possa offrire al mondo grandi autori, si scopre un fitto sottobosco di piccoli editori che stanno accogliendo l’inevitabile rivoluzione del mercato editoriale. I lettori sono stufi e la direzione verso cui si rivolgono sta volgendo verso lidi più coraggiosi e spregiudicati.

Certo, è un marasma nel quale è necessario selezionare con attenzione, ma una volta fatta questa operazione, le gemme che si scovano si rivelano meritevoli della nostra perseveranza.

Scelgo Neo Edizioni perché ho l’impressione che alcuni dei loro autori siano imbrattati di realismo sporco e minimalismo letterario americano: due cose di cui vado ghiotta!

 

«La Neo Edizioni propone una narrativa inedita e ricercata, capace di raccogliere e suggerire sguardi e scritture nuove. I nostri libri si rivolgono a lettori consapevoli, audaci, pionieri, che nelle pagine cercano domande più che risposte.»

Così si raccontano quelli di Neo: «in cerca di lettori viscerali, consapevoli, irriverenti, curiosi e dissacratori».

Tra il dire e il fare… Penserete voi. E invece no, Neo offre davvero ai suoi lettori un lido tutto nuovo sul quale distendersi e godere, ancora, dell’incanto della letteratura. Ed io, come un’Alice curiosa, ho deciso di abbandonarmi al dark side of the moon dell’editoria e di scoprire se mi abbronzerà di madreperla. Acquisto l’ultimo libro edito che mi propone il sito web di Neo e mi metto in ascolto.

 

«Annina Vallarino è nata a Genova, ha compiuto i suoi studi in Italia e a Londra, dove ha lavorato per dieci anni come producer editoriale. Ha collaborato con giornali e magazine scrivendo di cultura e società. Ha una pagina social, “maileggera”, che non aggiorna quanto vorrebbe. Ora vive nel sud della Francia. Drama è il suo primo romanzo.»

Lo stile dell’autrice è asciutto e, tuttavia, odoroso. Ogni esperienza, passata e presente, raccontata in prima persona da Eva, la protagonista, evoca immagini e sensazioni nette, che hanno la mirabile capacità di colpire il lettore in maniera viscerale.

Si percepisce nitidamente come dalla penna dell’autrice non scorra inchiostrò, bensì il suo proprio sangue, liquido che avviluppa il lettore fin dalle prime righe.

Eva è, al contempo, la parte peggiore e quella migliore di ognuno di noi, di certo quella più onesta, che rifiuta l’autoindulgenza senza neanche esserne pienamente consapevole; è colei che rinuncia alle illusioni della giovinezza (ma non a tutte), per riscoprire sé stessa e il mondo con occhi nuovi, che non le appartengono, ma che riesce a fare suoi con una naturalezza disarmante. Eva è Lilith, la prima donna e anche l’ultima, è l’evoluzione che si fa strada nonostante le nostre strenue resistenze, è l’inconscio che straborda e si fa necessità di verità, di chiarezza.


Sono solita leggere classici o saggi fin dall’adolescenza. Raramente lascio spazio ad autori ancora viventi, non per spocchia, ma perché trovo difficile indagare i nostri tempi con il distacco che solo il tempo può operare. Tuttavia, di tanto in tanto mi concedo uno “sgarro” e regalo la mia fiducia a un esordiente, desiderosa di lasciarmi stupire.

Annina Vallarino mi ha regalato un pomeriggio di meraviglia (sì, ho divorato il suo libro in poche ore) e rinnovata fiducia, come non mi capitava da tempo. La sua Eva, scrittrice wannabe come me, mi ha commossa come solo l'Arturo Bandini di John Fante aveva saputo fare prima di lei.

Un esordio da inchino. Mi complimento anche con l’editor che ha lavorato al romanzo con l’autrice (se effettivamente ce n’è stato uno, in caso contrario mi levo un cappello immaginario dinanzi ad Annina per il lavoro svolto!) e con la casa editrice NEO, che con lungimiranza ha deciso di proporre al lettore un po' di aria fresca nel soffocante panorama letterario dei nostri giorni.


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